SPAZIO FLASH

  • QUI KEPLER NEWS – Utilizzando dati del telescopio Kepler, gli astronomi hanno scoperto un terzo pianeta nel sistema Kepler-47, già noto per la presenza di due mondi alieni in orbita attorno ad una coppia di stelle. Il nuovo esopianeta, scoperto da un team guidato da scienziati della San Diego State University, orbita in mezzo agli altri due, già individuati grazie al metodo del transito, che rileva il calo di luce stellare dovuto al passaggio di un pianeta davanti alla sua stella dal nostro punto di vista. Kepler-47d, il terzo membro del sistema planetario, era sfuggito inizialmente all’attenzione dei ricercatori perché il relativo segnale di transito era troppo debole. Come avviene di solito per i pianeti circumbinari (in orbita attorno a un sistema stellare binario), l’allineamento dei piani orbitali dei pianeti del sistema cambia nel corso del tempo. In questo caso, l’orbita del pianeta mediano è diventata più allineata, permettendo la rilevazione di un segnale di transito più forte. Sia la dimensione che la posizione del nuovo pianeta, il più grande tra i tre, hanno sorpreso i ricercatori. Lo studio relativo è stato pubblicato su Astronomical Journal.
  • TITANO (SATURNO) NEWS – Laghi profondi oltre 100 metri, incastonati in cima alle colline e alimentati dalle piogge nell’arco di migliaia di anni. E poi stagni fantasma, che spariscono con il lento alternarsi delle stagioni. Sembrerebbe un familiare paesaggio terrestre, se non ci trovassimo sulla più grande luna di Saturno, Titano, dove i bacini non sono fatti di acqua, bensì di idrocarburi. A ‘tuffarvisi’ dentro per la prima volta sono stati due gruppi di ricerca indipendenti, che sulla rivista Nature Astronomy pubblicano due studi basati sui dati lasciati in eredità dalla missione Cassini di Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi).
  • PROXIMA CENTAURI NEWS – Potrebbe avere le condizioni per ospitare la vita il pianeta roccioso Proxima b, che ruota intorno alla stella più vicina a noi, Proxima Centauri, distante solo 4,5 anni luce dal Sistema Solare. La pioggia di raggi ultravioletti (Uv) alla quale è esposto è infatti inferiore a quella subita dalla Terra primitiva nel periodo in cui la vita cominciava a evolversi, quasi 4 miliardi di anni fa. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society dal gruppo della Cornell University americana.  Il nuovo risultato arriva dopo l’ipotesi che inizialmente aveva escluso la possibilità di vita su Proxima b a causa di una gigantesca eruzione solare avvenuta sulla sua stellae, in seguito rivista dopo che la Nasa aveva scoperto acqua nell’atmosfera del pianeta.

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