SPAZIO FLASH

  • 24/09/2018 — HAYABUSA2 NEWS — E’ come se una mosca si fosse posata sulla groppa di un bisonte al galoppo. Mentre l’asteroide Ryugu continua a sfrecciare per il cosmo a 32 chilometri al secondo, due piccoli rover costruiti dall’agenzia spaziale giapponese Jaxa sono atterrati sulla sua superficie. Pesano poco più di un chilo, hanno un diametro di 18 centimetri e un’altezza di 7. I due rover, chiamati con poca creatività 1A e 1B hanno in tutto sette telecamere. Unendo le forze, ci invieranno immagini tridimensionali del sasso volante. Termometri, sensori ottici, giroscopi e accelerometri completano la dotazione di bordo: piuttosto misera, se paragonata allo spiegamento di strumenti delle operazioni Nasa. la discesa sulla superficie di Ryugu, condita da rimbalzi e rotolamenti, rappresentava uno dei momenti più delicati della missione. Secondo gli scienziati giapponesi, l’esito dell’”asteroidaggio” è stato comunque buono.
  • 24/09/2018 —  AEOLUS ULTIME NEWS — “Aeolus sta girando intorno alla Terra, proprio adesso, mentre stiamo parlando”, spiega Anne Grete Straume, scienziata della missione Aeolus.”Si sta spostando dal Polo Nord al Polo Sud e viceversa, in qualcosa chiamato Orbita Polare. E mentre si muove attorno alla Terra in questo modo, la Terra sta ruotando al di sotto del satellite, e questo fa sì che Aeolus effettui misurazioni in tutto il mondo ben 16 volte al giorno”. Aeolus utilizza un sistema laser chiamato Lidar per misurare la velocità del vento e la direzione del vento lungo tutta la sua orbita. Nessuna missione spaziale lo ha mai fatto prima. Tuttavia nessun progetto può operare in totale isolamento, e infatti qui in Norvegia c’è un intero team scientifico che sta per entrare in azione. L’Andøya Space Center è un osservatorio atmosferico multistrumentale, 300 chilometri all’interno del Circolo Polare Artico. I dati raccolti qui, giocheranno poi un ruolo chiave nel calibrare e regolare le misurazioni del vento proveniente dallo spazio.
  • 22/09/2018 —  NEWS DA ARIANSPACE —  Il carnet di Vega C si arricchisce di nuovo impegno: a fine 2021 il lanciatore accompagnerà nel suo viaggio nel cosmo Kompsat-7, satellite per osservazione della Terra progettato dal Kari (Korea Aerospace Research Institute); la missione prnderà il via dal centro spaziale di Kourou, in Guyana francese. Il contratto per questo lancia è stato siglato il 20 settembre 2018 da Arianespace, la società che si occupa della commercializzazione del lanciatore e dal Kari, nella persona del suo presidente Lim Cheol-Ho.
    Ideato e realizzato da Avio negli stabilimenti di Colleferro, Vega C consentirà di offrire prestazioni migliori a costi competitivi, grazie alle nuove tecnologie implementate anche sui nuovi motori P120 e Zefiro 40.
  • 22/09/2018 — CON LA RICERCA VIA SATELLITI E SONDE — Le riserve di ghiaccio dell’Antartide occidentale e della Groenlandia sono vulnerabili anche a un riscaldamento globale moderato. La calotta polare antartica orientale, d’altra parte, appare più stabile. Questa è una fortuna, perché l’Antartide orientale contiene tre quarti del ghiaccio della Terra e il suo scioglimento renderebbe il pianeta irriconoscibile. Sebbene ci sia poco pericolo che questo accada in tempi brevi, una nuova ricerca suggerisce che un aumento di 2°C delle temperature globali potrebbe sciogliere più di un milione di chilometri quadrati di ghiaccio se le temperature rimanessero elevate abbastanza a lungo.
  • 21/09/2018 —   In rotta verso il Sole: PARKER STA BENE — “Tutti gli strumenti hanno restituito dati che non servono solo per la calibrazione, ma catturano anche un anticipo di ciò che ci aspettiamo che misurino vicino al Sole per risolvere i misteri dell’atmosfera solare, la corona”. Così ha commentato Nour Raouafi, scienziato del progetto Parker Solar Probe presso il Laboratorio di fisica applicata dell’Università Johns Hopkins a Laurel, nel Maryland, subito dopo il rilascio dei primi dati. Queste prime osservazioni – sebbene non siano ancora esempi delle osservazioni scientifiche chiave che Parker Solar Probe farà quando sarà più vicino al Sole – mostrano che tutti e quattro gli strumenti funzionano bene.
  • 21/09/2018 —  Il 23 settembre 2018 alle ore 01.54 italiane avrà ufficialmente inizio l’autunno astronomico. Secondo il calendario astronomico infatti la stagione autunnale ha inizio con l’equinozio di settembre, momento in cui le ore di luce e di buio sulla Terra si equivalgono. Il termine latino aequinoctium, ossia “notte uguale”, infatti si riferisce ad una equivalenza tra il giorno e la notte in termini di durata. Si tratta di un preciso momento in cui il Sole si trova allo zenit rispetto all’equatore, evento che si ripete solo due volte all’anno: a marzo e a settembre.
  • 20/09/2018 — Il telescopio spaziale Hubble ha rilevato un’insolita emissione infrarossa, proveniente da una stella di neutroni, che potrebbe aprire una nuova finestra verso la comprensione di queste macchine infernali che si trovano nell’universo. I ricercatori hanno individuato due scenari possibili per spiegare questo segnale fuori dal comune: un disco di polvere che circonda la stella di neutroni, con un diametro di circa 30 miliardi di chilometri; oppure un vento energetico proveniente dalla stella di neutroni, che urta il gas presente nello spazio interstellare che la stella di neutroni sta attraversando
  • 20/09/2018 — Nella notte Elon Musk è tornato nuovamente sulla missione lunare del 2023, che porterà il miliardario Yusaku Mezawa ed altri otto artisti scelti intorno alla Luna, per nel primo viaggio turistico spaziale della storia. Trattandosi di un evento destinato a rimanere nei libri, l’amministratore delegato di SpaceX ha intenzione di consentire alle persone di viverlo da vicino, anche da casa. Nella classica cascata di tweet della notte, Musk ha annunciato che “la missione lunare sarà trasmessa in streaming in alta definizione in realtà virtuale. Daremo alle persone la possibilità di sentirsi lì“, nonostante un ritardo già messi in preventivo e che sarà di pochi secondi.
  • 19/09/2018 — Partirà da Kourou, in Guyana francese, nella seconda metà del 2019, spinto da un motore straordinario che gli conferirà una potenza senza concorrenti tra i vettori spaziali della sua categoria. Vega-C, così si chiama, è l’ultimo arrivato tra i sistemi di lancio europei, e rappresenta un motivo di orgoglio anche per la scienza e tecnologia italiane: il cuore del suo sistema è stato infatti elaborato da un’azienda italiana con sede a Colleferro.
  • 19/09/2018 — Esiste davvero il pianeta Vulcano, del signor Spock il vulcaniano, nel cui cielo brillano tre stelle ed è proprio dove la saga di Star Trek lo aveva immaginato: ruota intorno alla stella 40 Eridani A, che è distante 16 anni luce dalla Terra. Ha una massa otto volte superiore a quella della Terra e potrebbe sostenere forme di vita, perché si trova nella zona abitabile del sistema, dove le temperature consentono la presenza dell’acqua liquida. Descritto sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è stato scoperto dai ricercatori coordinati dall’astronomo Jian Ge, dell’università della Florida, nell’ambito del programma Dharma Planet Survey.
  • 18/09/2018 — Sarà il miliardario giapponese, Yusaku Maezawa ad essere il primo turista a viaggiare sulla luna, con la navicella spaziale SpaceX. L’annuncio arriva da Elon Musk, il patron di SpaceX. Il viaggio verso la luna di Maezawa, che durerà 5 giorni, è previsto per il 2023. Il 42enne miliardario ha fatto sapere di aver prenotato tutti i posti disponibili sulla navicella spaziale e che porterà con sé 8 artisti. «Non volevo vivere da solo una simile fantastica esperienza» ha commentato, aggiungendo: «Andare sulla luna è sempre stato il mio sogno».
  • 18/09/2018 —  Nuove evidenze suggeriscono che su Proxima Centauri B, il pianeta che ruota attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina a noi al di fuori del sistema solare, potrebbe esserci la vita. Una ricerca guidata da Anthony D. Del Genio del Goddard Institute for Space Studies (Giss) della Nasa, e pubblicata su Astrobiology, ha ipotizzato nuovi scenari climatici compatibili con la presenza sul pianeta di una quantità d’acqua sufficiente a rendere possibile la vita. In precedenza, altre ricerche avevano definito questo impossibile per le altissime temperature su Proxima Centauri B, dovute alla vicinanza con la sua stella.

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